Dall’assenza di vocali, alle emoticon, fino alle GIF. La velocità nell’uso del web crea codici comunicativi sempre diversi, nuovi, più essenziali. Come usarli al meglio per la nostra comunicazione?

Prima delle GIF animate, la comunicazione si è scontrata con diverse tendenze.
Correva l’anno del nnt, xké, ke, sn, nn, qnd… L’assenza di vocali, diciamocelo, in un primo momento ci ha spiazzati ma ci siamo anche resi conto che la velocità è tutto.
Io, sinceramente mi sono sempre ostinata a scrivere parole complete di tutte le lettere ma impiegavo anche una vita a scrivere un messaggio.
Quando manca il contatto visivo, la gestualità tra le persone, la condivisione di un contesto comune, resta solo l’attesa. Questo tempo deve essere riempito dalla velocità. Punto.

Parlavamo dell’assenza di un contatto visivo. Sappiamo che, affinché la comunicazione sia efficace, non bastano solo le parole ma sono tanti i codici che entrano in gioco. Di conseguenza, come interpretare le parole che riceviamo?

🙂 😉 🙁 😯 😕 😎 😡 😥 😈

Ecco la soluzione!
Le emoticon o faccine (o ancora smiley) sono riproduzioni stilizzate di quelle principali espressioni facciali umane che esprimono un’emozione realizzate usando combinazioni di caratteri. ” (Wikipedia)
Non c’è più bisogno di specificare il senso o il tono di una parola. Basta aggiungere tre simboli ed il gioco è fatto!

Stiamo attraversando l’era delle GIF animate. Sono immagini animate, usate dalla maggior parte delle persone per comunicare un proprio stato d’animo o il tono di un discorso, avvalendosi di immagini più realistiche. Nel marketing, questa tendenza ha permesso alle aziende di usare un modo più diretto, semplice e simpatico per comunicare.
Questo spiega perché Google ha acquisito Tenor, uno dei servizi più popolari per cercare e condividere GIF animate. Tenor è il servizio usato da Facebook Messenger per l’utilizzo delle GIF (per intenderci).

L’uso delle GIF è talmente efficace e virale che molti brand ne hanno diffuse di famosissime:
Converse
Universal Pictures (per la promozione di Cattivissimo Me 2)
Warner Bros (per promuovere, nel 2013, Il Grande Gatsby)
Addirittura Netflix ha usato unicamente le GIF animate per una grande campagna outdoor in Francia.

Cosa vuol dire tutto ciò? Che le GIF, attualmente, sono lo strumento di comunicazione migliore che si possa usare?
Ovviamente no. Le GIF rappresentano una efficace modalità di comunicazione, ma è sempre una delle tante modalità esistenti. Infatti, le GIF animate, devono essere usate con cognizione di causa.

Facciamo un esempio. Sei un imprenditore o un professionista e vorresti comunicare la tua attività con delle tecniche al passo coi tempi. Le GIF ti piacciono tanto ma usandole corri un rischio. Vorresti apparire simpatico ai clienti attuali e potenziali, ma corri il grosso rischio di essere percepito come un comunicatore amatoriale. Perché?

1) Le GIF hanno delle caratteristiche tecniche. il numero massimo di colori visualizzabili è 256. Questo significa che la qualità dell’immagine non è la migliore. Per sopperire a questo limite, affinché sia efficace nella pubblicità, bisogna lavorare ad un buono storytelling ed all’organizzazione delle immagini, tale da catturare l’attenzione nei primissimi istanti della GIF.

2) Le GIF non sono adatte a tutti i tipi di comunicazione. Come comunicare dipende da cosa vuoi comunicare e a chi. Il target di uno studio legale, di certo non vuole vedere una GIF nel momento in cui cerca di contattarti per una consulenza. Se hai bisogno di un avvocato non stai passando un buon momento. Non credi?

Ad ogni comunicazione il proprio strumento e a ogni strumento il proprio professionista. Il fai da te è entusiasmante all’inizio, ma lo è molto meno quando i risultati deludono le aspettative.

Co-fondatrice di Viseeva ed esperta di marketing e comunicazione. Giornalista e docente di comunicazione visiva.

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